Le autorità romene hanno avviato lunedì (5 ottobre) un’operazione di ricerca e soccorso nel Mar Nero dopo che la nave mercantile Royad Mammadov ha preso fuoco e successivamente è affondata a circa 20 miglia nautiche dalla costa, nei pressi della piattaforma petrolifera Pescăruș, gestita da OMV Petrom.

La posizione dell’incidente si inserisce in un andamento documentato nel 2026, caratterizzato da attacchi che si stanno spostando sempre più lontano dalle immediate vicinanze della costa ucraina, suggerendo una tattica russa più spregiudicata, nonostante l’assenza di un’attribuzione ufficiale.

La nave, costruita nel 2006 e battente bandiera di Saint Kitts e Nevis, era partita dal porto ucraino di Izmail con un carico di grano diretto a Ravenna, in Italia. Secondo i media romeni e l’Autorità navale, la nave è stata colpita da un drone, provocando un incendio al di fuori delle acque territoriali rumene, ma all’interno della zona economica esclusiva del Paese.

La Royad Mammadov viene ampiamente descritta dalla stampa rumena e internazionale come una nave di proprietà turca o gestita da una società turca. La Turchia è un attore centrale nel Mar Nero, poiché controlla il Bosforo e i Dardanelli in virtù della Convenzione di Montreux del 1936, esercitando così un’influenza decisiva sull’accesso navale e commerciale tra il Mar Nero e il Mediterraneo.

Il Maritime Rescue Coordination Centre di Costanza è stato allertato intorno alle 11:00, ora locale. Sono stati inviati mezzi dell’Agenzia romena per il salvataggio della vita umana in mare (ARSVOM), tra cui le navi SAR Apollo, SAR Artemis e SAR Ares, insieme a una nave della Guardia costiera e a un elicottero dell’Ispettorato generale dell’aviazione.

Le prime dichiarazioni dell’Autorità navale rumena indicavano che il comandante era rimasto ferito e che 13 membri dell’equipaggio risultavano dispersi. Successivi aggiornamenti del Ministero dell’Interno rumeno (MAI) hanno confermato l’affondamento della nave: 11 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo, alcuni dei quali feriti e recuperati con il verricello da un elicottero, mentre due sono stati trovati morti. Uno dei corpi è stato recuperato da una zattera di salvataggio e le operazioni di ricerca sono proseguite ancora per breve tempo alla ricerca di eventuali altre persone.

L’incidente è avvenuto nelle vicinanze di infrastrutture energetiche offshore rumene, nel perimetro di Istria. Pescăruș è una piattaforma petrolifera e di gas in acque poco profonde appartenente a OMV Petrom; il più grande progetto Neptun Deep si trova più al largo.

Il presidente romeno Nicușor Dan stava incontrando a Bucarest i rappresentanti di OMV Petrom nel momento in cui è scattato l’allarme. Nelle dichiarazioni ufficiali disponibili, le autorità romene non hanno attribuito il drone a nessun soggetto specifico e si sono concentrate sull’incendio, sull’affondamento e sulle operazioni di soccorso. I media locali hanno descritto l’evento come un attacco con drone contro una nave impegnata nel trasporto di grano ucraino.

Il Mar Nero è una zona attiva del conflitto dall’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022. Inizialmente le forze navali russe imposero un blocco ai porti ucraini, minarono gli accessi e interruppero il traffico commerciale, bloccando milioni di tonnellate di grano e provocando un forte aumento dei prezzi alimentari a livello globale.

Nel luglio 2022 le Nazioni Unite e la Turchia negoziarono la Black Sea Grain Initiative, che consentiva il trasporto di carichi sottoposti a ispezione dai porti di Odessa, Chornomorsk e Pivdennyi. L’accordo consentì il trasferimento di circa 33 milioni di tonnellate di prodotti alimentari prima che la Russia si ritirasse dall’intesa nel luglio 2023, riprendendo gli attacchi alle infrastrutture portuali e alle navi. Successivamente l’Ucraina ha aperto un proprio corridoio marittimo lungo la costa, ripristinando una parte significativa dei volumi di esportazione sotto la propria protezione. Tuttavia, gli attacchi russi contro navi, porti e infrastrutture collegate sono proseguiti.

I mercati assicurativi hanno reagito ampliando le aree considerate a rischio di guerra; gli analisti del settore marittimo hanno registrato decine di attacchi contro navi mercantili più lontano dalle immediate zone di combattimento nel 2025-2026, con droni aerei e navali che hanno progressivamente sostituito le mine come principale minaccia.

Le navi che trasportano prodotti agricoli ucraini continuano a essere frequenti obiettivi o a essere esposte al rischio di danni collaterali, poiché la Russia ha considerato l’interruzione delle entrate derivanti dalle esportazioni di Kyiv un obiettivo strategico. Esistono rotte alternative via terra attraverso il Danubio e corridoi terrestri, ma non sono in grado di sostituire completamente la capacità del trasporto marittimo nel Mar Nero.

Il viaggio della Royad Mammadov da Izmail rientra nella tendenza alla crescente diffusione di spedizioni di grano più piccole o effettuate lungo rotte alternative, divenute più comuni a causa delle ripetute minacce ai grandi porti d’altura. La vicinanza dell’ultimo attacco alle piattaforme rumene sottolinea come gli effetti marittimi del conflitto raggiungano ormai le acque di un Paese membro della NATO e le infrastrutture energetiche, anche quando le navi coinvolte battono bandiera di Paesi terzi.

Separatamente, la nave mercantile Emil, battente bandiera liberiana e colpita da un drone nei pressi di Odessa il 5 agosto, si trova ancora alla deriva e senza equipaggio nel Mar Nero. Dopo che l’attacco ha provocato un incendio e il malfunzionamento dei sistemi tecnici, l’equipaggio ha abbandonato la nave, che da allora è alla deriva nella zona economica esclusiva rumena, trasportata dalle correnti.

Il 4 ottobre gli equipaggi dell’Aeronautica e della Marina bulgara l’hanno individuata a circa 40 miglia nautiche a est di Capo Shabla. La nave è priva di equipaggio, non è in grado di manovrare e si sta dirigendo verso sud, in direzione della zona economica esclusiva bulgara. La Marina bulgara ha emesso un avviso alla navigazione e continua a monitorare la nave.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

, , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *